"La scuola di guerra della vita", Friedrich Nietzsche:

“Quel che non mi uccide, mi rende più forte"

(Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, 1888)

"Se dopo aver accompagnato tuo figlio in palestra, aspettando seduto nello spogliatoio e pensando alla gara del giorno prima, con la calcolatrice del cellulare cominci a calcolare:

- a che passo avresti dovuto correre per arrivare cinque minuti prima;

- che tempo avresti fatto se ai 10 chilometri fossi arrivato ad una media inferiore di 5 secondi al chilometro;

- a che media affronterai la prossima gara volendo migliorare il tuo PB di almeno 10 minuti

allora le possibilità sono due: o sei un runner o sei cerebroleso, e non è detto che una escluda l'altra....”
(orzo)
....certo che noi runners siamo proprio strani....
clicca sull'immagine qua sotto

domenica 25 settembre 2011


5^ Euromarathon Muggia – Capodistria
Domenica 18 settembre 2011

 (foto atleticats.com)
Ultimo dei primi o primo degli ultimi ?

Questo è il grande dubbio che scuote i miei pensieri qualche minuto prima di mezzogiorno quando, mestamente diretto alle docce, ripercorro col pensiero i lunghi quattro mesi trascorsi tra salite sprint, ripetute, pista e strada. Trascorsi sotto al sole che cuoceva i sentimenti.
Mesi nei quali credevo di essermi allenato, i presupposti per far bene c' erano tutti….evidentemente qualcosa non ha funzionato….
Per impiegare 2h 20’ 30” in una Mezza Maratona ed arrivare 322° su 341 partecipanti non è necessario allenarsi per tanti mesi, quattro o anche cinque volte alla settimana !!
Seguire tabelle, forzarsi di uscire anche se la voglia non è proprio al massimo, rammaricarsi per gli allenamenti persi, con il caldo che sfianca….ecco, il caldo….

Trovare 26 gradi di temperatura alle 9:30 di una mattina di metà settembre non è decisamente consueto, specie se a questa temperatura si accompagna un’umidità relativa prossima all’80 %, con un percorso interamente esposto al sole e con un paio di episodi di cielo coperto, di durata sempre troppo breve, che eclissandosi lasciano l’amaro in bocca e tanto sudore sulla fronte.
Ed anche se la prima metà del percorso, un po’ oltre al Confine di Stato, passa con sofferenza ma abbastanza controllata, i lunghissimi tratti rettilinei della seconda parte riescono a far dubitare i più convinti, mentre il sole che picchia cerca di farsi strada nella testa per cancellare i migliori propositi.
CHE CALDO !!

Dopo un chilometro dal via si passa da Piazza Marconi, il centro di Muggia.


(foto atleticats.com)
“The final countdown” a palla mette in circolo con violenza le endorfine: solo 4’ 52” per percorrere il secondo chilometro.
Fuoco fatuo, ho il fiato grosso e salgo da un marciapiede all’altro alla ricerca dei tratti all’ombra, rasente al muro.


(foto atleticats.com)
Al ristoro del 5° chilometro ho già le visioni e tracanno avidamente due bicchieri d’acqua, fermo, mentre gli altri sfilano via.
Riprendo a mettere un piede davanti all’altro in un ridicolo tentativo di corsa, non prima di aver scacciato la convinzione del ritiro che sta per prendere il sopravvento su un divertimento che oggi stenta a farsi largo.
Con due tronchi al posto delle gambe affronto la salita all’ottavo chilometro….cammino.
Arriva la discesa e finalmente riesco a correre un po’, 5’ 35”/Km.
Ancora leggera discesa; potrei correre di più, ma soffro talmente il caldo che non riesco a muovere le gambe più velocemente.
Capisco che l’occasione di fare un buon tempo è ormai naufragata inesorabilmente, soffocata da un’afa con la quale non ho mai corso e che mi sta provando oltremodo.
Sono al tredicesimo chilometro, ormai a livello del mare, così come lo è l’arrivo a Capodistria; adesso di discese non ce ne sono più, ci sono invece tre lunghissimi rettilinei, sei chilometri per arrivare alla periferia di Capodistria, in una desolata e puzzolente zona industriale.

Fa un caldo assurdo, non è questa la temperatura alla quale noi asburgici siamo abituati.
Al ristoro del 15° mi metto sotto l’ombrellone e bevo con calma. Mi giro per guardare indietro: dopo di me ce ne sono pochi….
Prima di ripartire mi verso sulla nuca un bicchiere d’acqua, patetico tentativo di abbassare un po’ la temperatura corporea.
Tiro un po’ su la canottiera arrotolandola fin sotto le ascelle: così va un po’ meglio, almeno la superficie di pelle esposta all’aria è aumentata.
Sono grondante….un alito di vento mi accarezza la schiena procurandomi un piacevole sollievo, seguito immediatamente da un brivido di freddo, che brutta sensazione !!
Mi fermo a bere anche al 20°, ormai è inutile fare gli eroi….
Un paio di curve e sono nella zona pedonale di Capodistria, ultimo rettilineo ed arrivo al traguardo.

In questa Via Crucis, ho perso il conto dei tanti tratti percorsi al passo e di quelli nei quali il desiderio di ritirarsi era predominante: credo che sia stata la corsa che in assoluto mi ha esaurito di più.
Sotto la doccia la riflessione continua: alle spalle di tutti i mostri sacri, i superdotati e gli amatori Master 60-65-70 arrivo io, nelle ultime posizioni….ultimo dei primi ?
Dopo di me solo gli altri 205.000 abitanti della mia Città, quelli che non hanno partecipato….primo degli ultimi ?
Da questo punto di vista la cosa assume tonalità diverse, i grandi numeri riportano uno stato delle cose del tutto differente e molto favorevole, rispetto ad una prestazione da definire misera.
Il bicchiere forse è mezzo pieno, amaro ma mezzo pieno…. ragionamento effimero, conclusione scontata.
Andrà meglio la prossima.

(foto atleticats.com)

lunedì 22 agosto 2011


Cross training


Come riuscire a dare una continuità all’allenamento in questo torrido mese di agosto, quando nemmeno la brezza marina della notte riesce a rinfrescare l’aria, complice il mare troppo caldo, e correre alla mattina presto è ugualmente improbo, così come nelle ore calde della giornata ?
Quale soluzione adottare per non sentirsi troppo in colpa per non aver fatto i compiti ?
Con queste temperature riesco a correre per pochi chilometri: un senso di spossatezza generale mi assale e l’impressione di svenire è così forte che devo fermarmi.

Si cercano alternative, e la risposta è un allenamento che, ancorché non qualitativo, riproduca uno sforzo fisico comunque equiparabile al consueto allenamento previsto: la parola magica è cross training.
1) Bicicletta ?? Troppo caldo, a quel punto tanto vale correre;
2) Nuoto ?? Sono nato in una Città di mare, ma quel tipo di impegno fisico non mi è congeniale, no grazie (diversamente mi immergo con vero piacere, ma in quel caso non si nuota);

C’è poi il tempo da dedicare alla famiglia, è doveroso….ed allora perché non unire l’utile al dilettevole ??

A dieci minuti di macchina c’è l’Altipiano carsico, quota media 300 metri….già, ma la temperatura si abbassa al massimo di tre-quattro gradi, poca roba, senza contare che negli spazi aperti non coperti da vegetazione il soleggiamento e la temperatura sono anche maggiori che a livello del mare, dove bene o male l’escursione termica fra la superficie dell’acqua e le zone ombreggiate crea pur sempre un piacevole venticello fresco.
Però basta alzarsi ancora un po’ di quota, in venti minuti si oltrepassa il Confine di Stato e si arriva a 500 metri sul livello del mare; qui la differenza di temperatura si sente, non è presente l’oppressivo senso di afa e di chiuso della Città, la circolazione dell’aria è diversa e si respira molto meglio; non c’è il traffico né alcun rumore della nostra frenetica e logorante società, ma solo il verde e l’azzurro….rilievi carsici, boschi e cielo.
Sono le tre e mezza del pomeriggio, siamo a Erpelle, in Slovenia, un paio di chilometri oltre al Confine e la meta prevista è il Monte Taiano ed i suoi 1.028 metri di quota.

Da percorrere circa 10 chilometri in leggera e costante salita e 500 metri di dislivello, seguendo una comoda carrareccia che si sviluppa quasi interamente in un bosco di latifoglie, eccezion fatta per l’ultimo chilometro lungo l’erta finale che conduce al rifugio posto in sommità, dove l’impetuoso e gelido vento da Nord-Est sferza la superficie ed impedisce alla vegetazione d’alto fusto di svilupparsi e crescere.


L’andatura sarà quella del più lento, quindi ci adegueremo al passo di Orzetto.
E’ un piacere iniziare a camminare all’ombra, perchè pur con una temperatura prossima ai 25 gradi il senso di caldo è molto limitato grazie ad una bassa percentuale di umidità relativa.
Ogni volta che scorgo delle more tra i rovi mi fermo per raccoglierle, buone e dolci.
I profumi del bosco si avvertono distintamente e fra tutti prevale quello del ciclamino, grazioso fiore che sbuca tra la roccia.

Devo essere sincero: ho sottovalutato la lunghezza del percorso ed il suo dislivello, poco adatti ad un bambino di sette anni, e mentre il Garmin mi comunica che siamo giunti al quinto chilometro, la sensazione di avere esagerato pervade i miei pensieri.
Orza riesce comunque a svagarlo con discorsi che riguardano i Pokemon, le dimensioni degli animali preistorici e le streghe dell’ultimo racconto letto, speriamo duri….
Io li precedo di qualche decina di metri, un po’ come la carota da inseguire e raggiungere; non troppo vicino, devo imprimere un’andatura accettabile né troppo lontano, non devo risultare irraggiungibile.
Aspetto di vederli arrivare, fermo sul sentiero....ecco, arrivano....mi giro per riprendere il cammino e con la coda dell'occhio scorgo ad una decina di metri il manto bruno e le due zampe posteriori di un capriolo che attraversa il sentiero....

Dopo un’ora e mezza la stanchezza dei miei due compagni d’avventura sta iniziando a farsi sentire, nei tratti rettilinei vedo che la distanza tra di noi aumenta; dietro alle curve li devo aspettare sempre più a lungo….
- “Quanto manca ??”
- “Siamo quasi arrivati….”
- “Sì, ma quanto ancora ??”
- “….pochi minuti….”

Nella metà superiore del tracciato ogni tanto la vegetazione si dirada e si può così vedere il mare: il Golfo di Trieste e quello di Capodistria sembrano così vicini da poter quasi essere toccati: si distinguono chiaramente le gru sulle banchine dei due porti.
Adesso la pendenza aumenta, allungo un po’ il passo per non farmi raggiungere, potrebbero chiedere di fermarsi, ed approfitto per scattare un paio di foto.



A due ore dalla partenza la ciurma prova l'ammutinamento:
- “Papà, io sono stanco, mi fermo qua !!”
- “Ma dai, cosa vuoi fermarti adesso !! Ormai siamo arrivati, un ultimo sforzo….”
La mia credibilità comincia ormai a vacillare, ma ad un bivio scorgo un provvidenziale cartello che indica la fine delle fatiche:
- “Guarda là cosa c’è scritto: Monte Taiano 15 minuti, hai visto ?? E la vedi quell’antenna rossa fra gli alberi ?? Vuol dire che siamo proprio arrivati !!”
 





Uno scatto d’orgoglio spinge un rincuorato Orzetto ad avere ragione della fatica ed a guadagnarsi il dolce e la pesca portati da casa, non prima di aver sorseggiato con un certo impeto un pò d'acqua, concludendo così la salita in due ore e mezza.


Il tempo però stringe, se ci fermiamo troppo rischiamo di venir colti dal buio poco dopo la metà del percorso di ritorno, dopo le otto di sera c’è già poca luce, specialmente tra gli alberi alti.
Si torna quindi indietro di buon passo, cercando di non perdere tempo.


Orzetto è stanco, in discesa le gambe gli scappano di qua e di là: decidiamo di prenderlo a turno sulla schiena, più o meno per 500 metri a testa (sono pur sempre 22 Kg !!).

Secondo il Garmin siamo in media perfetta, dovremmo arrivare giù in tempo, al buio per forse soli 800 metri.
E così è !!
Il tratto asfaltato, le luci delle prima case, il motore di qualche macchina, dei segnali stradali….
Due ore per scendere, meglio del previsto: del resto il passo non era lento.
In macchina Orzetto divora un altro dolce e Orza si attacca alla bottiglia di acqua, mentre io decido che invece mi attaccherò a mezzo litro di birra artigianale nella birreria un chilometro più in là; è doveroso, visto che non è la solita birra commerciale e che il boccale da mezzo litro costa solo un Euro e ottanta !!

Una menzione speciale ad Orzetto ed ai suoi primi venti chilometri di sentiero con 500 m D+, portati a termine con grande forza ed onore.

Allenamento e famiglia: qual è l’utile e quale il dilettevole ? Ad ognuno la scelta.

martedì 2 agosto 2011

Piccolo bilancio di mezza estate
(....fa un pò Shakespeare....)



E’ iniziata la 7° delle 18 settimane di preparazione per la Maratona di Venezia 2011, sono quasi a metà e mi sento di poter stilare un primo parziale bilancio sulla mia preparazione.

Le prime (dure) settimane sono ormai alle spalle, le salite sprint sono un ricordo, così come le tiratissime ripetute brevi.
Le distanze iniziano ad allungarsi ed i ritmi delle prove necessariamente si abbassano, anche se la velocità che gli allenamenti delle prime settimane mi hanno donato mi spinge ogni tanto ad esagerare.
L’incognita “fisica” dovuta alla caduta ed alla spina calcaneare sembra ormai ridimensionata, il ginocchio è al 100 % ed il tallone mi consente di mantener fede alla tabella che mi sono imposto, ricordandomi solo, ogni tanto, che anche lui esiste e che se voglio che mi accompagni per bene è meglio rinunciare a dieci minuti di corsa e spenderne invece quindici di stretching.
Le Nike Pegasus+ 27


mi accompagnano fedelmente ogni giorno, mentre le
Saucony Progride Ride 3

attendono con impazienza il 23 ottobre per percorrere la Riviera del Brenta ed arrivare in Riva degli Schiavoni, a Venezia.

Sono passato da una SAN di poco sopra ai 12 Km/h ad una nettamente superiore ai 13 Km/h, la velocità di base è quindi aumentata.
Come dicevo sopra, questo mi provoca, tuttavia, delle partenze troppo veloci e delle notevoli difficoltà a gestire il passo: faccio una fatica boja a fare i LL a 5’ 45”/Km, il respiro è troppo lento, mentre invece quando faccio 10 Km a 5’ 15”/Km respiro bene a pieni polmoni….MAH….

Dopo una punta minima di 68,5 Kg, il peso si è adesso attestato sui 69 Kg, e ciò mi ha permesso di guadagnare un buco sulla cintura dei pantaloni.
L’entusiasmo per uscire non è sempre lo stesso: a volte farei meglio a restare a casa, come domenica scorsa, quando la testa non ne voleva proprio sapere di partecipare ed ho dovuto ridurre di un terzo i 25 Km previsti; altre volte mi diverto un sacco e macino chilometri senza nemmeno accorgermene.
A proposito di chilometri: come si può facilmente constatare dalla tabella, nonostante il gradito exploit del mese di luglio, anche ammesso che nei mesi di agosto e settembre riesca a mantenere questa media che per me è quasi da record, arriverei comunque all’appuntamento con la Maratona con un deficit, riferito al periodo gennaio-settembre, di 300 Km rispetto all’anno scorso, TANTI !!….ma tant’è, il calo dei primi mesi dell’anno, lo stop forzato di aprile e la graduale ripresa hanno portato a questo.
Il mio rientro sta perciò procedendo per il meglio, finora ho saltato 4 allenamenti su 30 e sono quindi all’ 86,7 %, magari riuscissi a continuare con questa media !!

Sì, ma….alla sera riesco a malapena a cambiarmi il pannolone ed a buttare lo scheletro in fossa, a questa età di energie non ne avanzano….

lunedì 20 giugno 2011

Ci siamo


Da domani riprendo in mano la tabella e ricomincio ad allenarmi con un obiettivo nel mirino: Maratona di Venezia....e che Mercurio (con tanto di alette ai piedi) sia con me !!
Le conseguenze degli infortuni dovrebbero essere alle spalle: gli strascichi della caduta di febbraio dovrebbero essere esauriti, il ginocchio funziona bene come prima, sono spariti tutti i dolori e l’articolazione non sembra essere deficitaria.
La spina calcaneare sembra abbastanza risolta: nell’ultimo periodo, dopo la Mezza Maratona di Trieste, sono riuscito a fare una settantina di chilometri abbastanza agevolmente, senza significativi dolori al tallone.
Noto che il polpaccio tende sempre a darmi fastidio dopo la corsa; lo stretching mi aiuta davvero tanto, ma a volte ho il polpaccio contratto anche solo a star seduto ed immediatamente dopo mi dà un po’ fastidio il tallone…. stretching, stretching ed ancora stretching, non c’è altro da fare.

In questo mese e mezzo ho cercato la corsa lenta, aerobica e rilassante, per ritrovare il piacere del movimento, ascoltando molto il mio corpo ed assecondandolo per ritrovare l’abitudine a far girare le gambe.
Convinto anti-Nike da sempre, ho comprato le Pegasus + 27, e detto fra noi….HO FATTO UN OTTIMO ACQUISTO !!
Sono morbide, non c’è che dire, ma le pensavo molto più pantofole.
Non sono propriamente le mie scarpe: a me piace spingere e sentire la scarpa e non il contrario, come succede con le Nike con le quali rimbalzi passo dopo passo anche se non vuoi; mi piace correre e sentire che la scarpa segue il movimento, e più acceleri più lei ti viene dietro; al contrario le P27 non sono reattive, anzi, sembra di correre con gli stivaletti a molle di Paperinik BOING BOING !!
Ma in realtà alla lunga ci si abitua, e subentrano i vantaggi di una scarpa comoda, molto protettiva e ben ammortizzata, adatta a riprendersi dagli infortuni ed a buttare su chilometri di CL.

L’anno scorso ho preparato Venezia con il metodo APS (Ad Penem Segugium), con ritmi approssimativi derivati da tempi presunti sui 10 Km e con conseguenti dubbi risultati, specialmente sulle ripetute.
Quest’anno ho deciso di mettere un po’ d’ordine negli allenamenti e mi sono sottoposto al Test dei 7 minuti.

Quattro giri di pista, meno qualche decina di metri: risultato prossimo ai 1.600 metri che mi ha positivamente impressionato, credevo di valere molto meno, soprattutto dopo gli infortuni ed i due mesi di stop forzato (apppperò !! 1 Km a 4’ 12”/Km e quasi 600 metri a 4’ 9”/Km !! Allora queste Pegasus non sono poi così male !!).
Adesso ho capito come mai l’anno scorso il ritmo delle ripetute mi sembrava così lento: non riuscivo praticamente a stancarmi perché correvo ad un ritmo troppo basso per le mie capacità; ora potrò finalmente allenarmi a ritmi appropriati e costruirmi così il giusto RG.

Bene, adesso si va a letto, domani in pausa pranzo mi aspettano 10 x 100 metri sprint in salita.

sabato 14 maggio 2011

Jogging


ovvero come rimettersi on the road

Domenica 8 maggio 2011
16^ Maratonina dei due Castelli

Il pettorale della Maratona che prude nelle mani, due gambe che scalpitano dopo l’antipasto di 8 chilometri del giovedì, due amici pronti a scattare sulla linea di partenza della Gara Regina.
Shakerate questi ingredienti ed aggiungeteci la previsione di una splendida giornata di sole, la Strada Costiera chiusa al traffico, il silenzio, i profumi della natura ed il mare azzurro sotto agli occhi per venti chilometri: si può stare a casa ??
E così sabato 7 maggio, vigilia della, ahimè purtroppo per me, mancata Maratona d’Europa 2011, dopo l’arrivo alla stazione ferroviaria  di Francesco e Roby, decido per il cambio del pettorale e lo trasferisco alla Mezza.
Seguendo i consigli dell’amico Caio che mi invita alla moderazione, con sommo dispiacere, sbavando per non poterli seguire, ma oggettivamente nell’incapacità allo stato attuale di portare a termine una gara di 42 e passa chilometri, dopo due mesi lontano dalla corsa e con tanta ruggine addosso.
Dopo giovedì solo qualche leggero risentimento alle parti doloranti, sopportabilissimo….sarà un test e nulla più.

Arrivo alle 7, col fresco della Domenica mattina, nella Piazza antistante la Stazione ferroviaria per accompagnare Roby ed  attendo il pullman per Duino che partirà alle 8.
Tutto è, chiaramente, pronto per l’evento: strade bloccate, vigilanza agli incroci, transenne per incanalare i runners, personale di servizio che provvede alle ultime sistemazioni.
L’ottimo servizio pullman ci trasferisce tutti alla partenza con un anticipo che definire congruo sarebbe fuori luogo, visto che già prima delle 9 le strade di Duino pullulano di quasi 2.000 paia di A3 e che la partenza non avverrà prima del passaggio della Maratona, stimato un quarto d’ora dopo le 10.
Non sono mai arrivato così presto al via….vorrà dire che ne approfitterò per fare tutto quello stretching che il medico mi ha prescritto per ogni giorno.
In pullman scambio due parole con il runner seduto accanto a me che arriva da Siena; dietro sento altri dialetti, oltre all’inglese ed agli abituali tedesco e sloveno….c’è poco da dire: la stupenda collocazione di questa manifestazione attira gente da ogni parte d’Italia e del Mondo….speriamo la migliorino, anche se questa volta sono stati diversi i lati negativi nel suo svolgimento.

Prima della partenza incontro Silvio, Massimo e Sandro e con loro trascorro molto piacevolmente il lungo intervallo di tempo che ci separa dalla partenza, parlando di scuola, università e lavoro, tra mille risate alla faccia degli assenti e dei loro ridicoli difetti.
Silvio era in classe con me alle Medie, Massimo alle Superiori e poi all’Università, Sandro era più avanti e si è laureato qualche anno prima di me….ragazzi, come passano gli anni….

Poco dopo le 10 transitano i primi della Maratona e finalmente la Maratonina dei due Castelli può partire.
La partenza in salita permette una insolita visuale: è impressionante vedere da dietro la moltitudine di teste sobbalzanti ed il lungo serpentone che si snoda e via via si dirada.
Oggi il tempo finale sarà per me l’ultimo dei problemi, mi sistemo dopo metà gruppo, verso la fine, e lascio andare avanti chi ha ambizioni più serie delle mie.


La mia corsa non riserverà particolari emozioni, anzi, al contrario non sono mai stato così rilassato ad una gara e la mia partecipazione, per onor di firma, ha il significato del puro e semplice divertimento, unito al piacere di transitare sul tracciato di casa che raramente può essere percorso senza il fastidioso e pericoloso traffico, con il grandissimo arrivo in Piazza Unità, unico nel suo genere.
In estrema sintesi, bene i primi dieci chilometri ed affaticato nella seconda metà della gara, come del resto era da aspettarsi dal prolungato periodo di forzata inattività.
Gambe pesantissime da trascinare a causa della muscolatura inesistente, di conseguenza fiato corto perché la fatica raddoppiava e lunghi tratti al passo.
Ma anche gran bel panorama, abbronzatura super, inebriato dall’odore di pino e dai colori della nostra Costiera.
Un morso ad uno spicchio di mela, un sorso d’acqua e lo sforzo finisce dopo 2 ore 22 minuti e qualche secondo, concludendo una gara di fatto mai iniziata ed una piacevole Domenica mattina di jogging.

In piedi, in salute, nel pieno delle mie forze, con lo sguardo proteso in avanti verso nuove avventure da affrontare e da concludere….


sabato 7 maggio 2011

Lo dico sottovoce e con malcelata indifferenza ….

IERI HO CORSO PER 8 KM !!

Ebbene sì, dopo ben due mesi (per l’esattezza 7 settimane e 5 giorni) di dolori e privazioni ieri ho rimesso le scarpette (da trail, ndr) e mi sono fatto il mio bel giro collinare di otto chilometri.
Il Garmin stava facendo la muffa e quando l’ho acceso, trovando a fatica il tasto giusto, sembrava dire :
“Chi ?? Io ?? E cosa dovrei fare ??”

Mettere insieme i primi passi di corsa è stato stranissimo, mi sembrava di non correre più da una vita.
Procedevo come “sulle uova”, poggiando piano piano i piedi come se fossero di cristallo, nel timore di uno scricchiolio improvviso e di un dolore quasi scontato.
Completamente imballato e rigido, alla ricerca di un equilibrio che sembrava perduto e che stentava a riaffermarsi, ho ripreso fiducia e passo dopo passo mi sono rilassato, attendendo il BIP del primo chilometro.
E avanti sempre più sciolto, respirando di nuovo quella libertà che solo il gesto della corsa sa dare !!
Una piccola fitta al ginocchio, un accenno di dolore al tallone....sopportabile....
Controllando il respiro, ascoltando quello che il corpo mi faceva sentire, senza esagerare, ma con una decisione ed una sicurezza che si andavano via via confermando.

Lentamente, a 6'25"/Km di media, camminando per qualche tratto in salita, ma concludendo il giro di otto chilometri.

ORZOWEI C’E’ !!!!
 

mercoledì 4 maggio 2011

TA di Pasquetta


Sì beh….circa….

L’impulso è stato la giornata festiva da trascorrere all’aperto in famiglia, approfittando dei bellissimi spazi che l’Altipiano carsico sa offrire, per espiare le colpe causate dagli eccessi gastronomici della Pasqua.
Del resto dopo una Quaresima di stenti (ehm), con lunghissimi periodi di prolungato digiuno (ehm), la libertà nei costumi mangerecci porta a non lesinare nel desco delle feste, soffocando il rimorso che ad ogni boccone prova a farsi largo.

Destinazione il Monte Concusso,

modesto rilievo calcareo che con i suoi quasi 700 metri di quota segna il confine orientale del nostro Paese.
Meta oggi di allegre gite, ma che fino a pochi anni or sono costituiva l’inespugnabile baluardo di un’impenetrabile Cortina di Ferro, a poche centinaia di metri dalla porta di casa.


Lasciato il parcheggio, dopo un breve tratto in piano, quasi subito inizia la parte più acclive e si entra in un piacevole tratto boscato.

La pendenza aumenta, ed approfitto per “stretcharmi” il polpaccio sinistro, favorendo così il recupero in seguito agli ultimi inconvenienti avuti.
La primavera si fa strada con forza anche nella dura roccia, e vale la pena godere dello spettacolo che essa offre.


I tratti ombreggiati e quelli assolati si susseguono, mantenendo una temperatura comunque alta, ma che si sopporta senza alcun problema.





Anche perché l’aria sta diventando più fresca ed il cielo si sta oscurando.

La direzione sembra essere quella giusta, ma nutro forti dubbi sulla base cartografica utilizzata….





Il sentiero finalmente spiana ed ora è molto piacevole procedere.



Dopo circa 45 minuti di salita “l’impervia vetta” è raggiunta e nonostante tutto riesco a produrmi in un ultimo, decisivo sforzo (prego notare la caserma di confine sapientemente trasformata in ristorante)

mentre la giusta (e buona) ricompensa ci attende fumante !!




Il ritorno si svolge sotto una leggera pioggia, che comunque non disturba e rinfresca.
Ah dimenticavo, la carta non segnava la strada da percorrere: era semplicemente una mappa del tesoro.


mercoledì 13 aprile 2011

72 Kg


Brutta sorpresa quando, stamattina, sono salito sulla bilancia.
Ne avevo 68 ad ottobre, prima della Maratona di Venezia, ed ho mantenuto il peso per un paio di mesetti.
Poi sono arrivati i panettoni e compagnia bella, la fascite plantare che mi è uscita a fine estate 2010 ha evoluto in spina calcaneare, ad inizio febbraio sono caduto e mi è uscito un ginocchio come un melone….et voilà come per magia ecco a voi quattro chili in più (e li sento….) !!

Il grafico dei chilometri percorsi nel 2011 indica per ogni mese valori inferiori al mese precedente, e per il mese di Aprile la previsione è ZERO !!
E ci vuol poco, visto che fino a due settimane fa riuscivo a malapena a camminare: lunedì scorso sono riuscito a fare PERSINO un chilometro (al passo, ovvio), ma chiaramente sto pagando ancora oggi con dolori al ginocchio.


Aspetti medici dell’attuale stato fisico

Dopo aver stabilito che non sono presenti fratture o comunque lesioni ossee al ginocchio, mi sono affidato alle sapienti (e pesanti) mani di un medico “manipolatore” che mi sta riducendo la spina calcaneare al tallone sinistro.
Si tratta di un trattamento DOLOROSISSIMO con il quale il professionista sollecita con un profondissimo massaggio l’inserzione della fascia plantare sul tallone, calcificata in seguito alla fascite.
Venti minuti di massaggio che doloroso è dire poco, si arriva alla soglia dello svenimento, per fortuna lo si fa distesi.
Le abilissime mani mi hanno poi decontratto il polpaccio e sbloccato “un minimo” il ginocchio, accertandosi preventivamente dell’integrità di legamenti e menischi (così almeno so per certo che al ginocchio non ho niente di grave).


Diagnosi

Tallone.
La manipolazione al tallone sta dando ottimi risultati.
Dopo i primi minuti appena sceso dal lettino, durante i quali temevo per l’equilibrio e per la mia capacità deambulatoria, il sollievo è stato notevole ed a guadagnarne è stata, oltre al portafogli del medico, anche la mia serenità.
Per questo pomeriggio è prevista la seconda tornata del supplizio, speriamo bene….

Ginocchio
E’ la parte che di più mi preoccupa, perché i rumorosissimi scrocchi sono continui anche se, tutto sommato, ce li ho anche sull’altro ginocchio e forse gioca un pò l'effetto psicosi.
Tuttavia il medico dice che i traumi al ginocchio sono molto lunghi da risolversi.
Certo è che il dolore che insorge dopo poche centinaia di metri di cammino mi fa pensare….


Prognosi

La vedo luuuunga, molto lunga, e credo di essermi giocato l’anno podistico.
Ammesso, e non concesso, che i dolori svaniscano nei prossimi due/tre mesi, sarei a filo per preparare Venezia, senza contare che ripartirei da uno stato di forma sicuramente non ottimale, anzi scadente, e che recuperare il fondo perso non sarebbe così immediato.
Inutile dire che la corsa mi manca moltissimo.


Conclusione
BOH ?!?!



Mi sarebbe piaciuto davvero molto festeggiare il mio primo anno da Maratoneta alla Maratona della mia Città, avrebbe avuto sicuramente un’intensità notevole….peccato….
Vorrà dire, invece, che tra due giorni festeggerò il mio compleanno senza remore sulla dieta ed annegherò con dell’ottima birra la mia delusione, bisogna pur trovare un po’ di gioia….
Buone corse a voi che potete !!