"La scuola di guerra della vita", Friedrich Nietzsche:

Quel che non mi uccide, mi rende più forte"

(Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, 1888)

"Se dopo aver accompagnato tuo figlio in palestra, aspettando seduto nello spogliatoio e pensando alla gara del giorno prima, con la calcolatrice del cellulare cominci a calcolare:

- a che passo avresti dovuto correre per arrivare cinque minuti prima;

- che tempo avresti fatto se ai 10 chilometri fossi arrivato ad una media inferiore di 5 secondi al chilometro;

- a che media affronterai la prossima gara volendo migliorare il tuo PB di almeno 10 minuti

allora le possibilità sono due: o sei un runner o sei cerebroleso, e non è detto che una escluda l'altra....”
(orzo)
....certo che noi runners siamo proprio strani....
clicca sull'immagine qua sotto

sabato 3 marzo 2012

Panoramica sul Golfo

























E’ questo il nome della bella manifestazione FIASP che si è svolta domenica 26 febbraio sull’Altipiano carsico, con quattro percorsi a scelta di 4-8-13-17 Km.
La foto rende decisamente ragione al nome scelto per questa non competitiva a passo libero, aperta a tesserati e non, che rappresenta una buona occasione per fare una corsetta tutti insieme.

Temperatura non proprio mite, anche a causa di un leggero vento freddo che obbliga a sostenere elevato il passo per non raffreddarsi troppo.
Dopo un breve tratto iniziale di collegamento su strada


il percorso prosegue su tratti sterrati e sentieri molto belli e panoramici, situati sul crinale carsico, tra boschi di conifere e prati.



Chi mi accompagna sceglie gli otto chilometri, mentre io mi farò il giro lungo.
Dopo i primi tre chilometri percorsi insieme proseguo da solo in un continuo saliscendi, tra le grosse pietre dei sentieri che mettono a dura prova le caviglie.
La seconda metà si svolge completamente al riparo dal vento, ad una quota inferiore rispetto al crinale percorso in precedenza e con un bel sole che scalda nel modo giusto.
La visuale che si gode è incantevole, grazie al vento che ha spazzato il cielo azzurro che sembra un tutt’uno con il mare.
Non mancano i ristori, che rendono ancora più piacevole l’uscita.


Arriviamo al chilometro finale contemporaneamente, come immaginavo, due ore e quattro minuti dopo la partenza e l’occasione è ottima per una foto tutti insieme.


Gran bella mattinata, con lo stimolo della fame che esce al momento giusto e che fa percepire il pranzo come guadagnato.


domenica 26 febbraio 2012

Classifica 2011


Febbraio, il mese della pagella della rivista “Correre”.
La classifica punisce la scarsa forma che nel 2011 ho avuto, complici la caduta, la spina calcaneare e le altissime temperature dell’estate, che mi hanno impedito di correre per lungo tempo, e mi confina ad un 25.232° posto, peggiorando rispetto al 2010 di 3.551 posizioni, nonostante il numero dei Maratoneti dell’anno passato sia stato maggiore.
Nel 2010 sono riuscito a rimanere nei tre quarti della classifica, l’anno scorso è andato un po’ peggio, mi ha preceduto l’ 80,77 % dei Maratoneti maschi italiani.

Al di là di tutto, numeri e classifiche a parte, è sempre una grande soddisfazione esserci !!


sabato 11 febbraio 2012

INFORMO IL SIMPATICO HACKER
 IP 74.125.16.152
CHE HA CLONATO IL MIO BLOG A QUESTO INDIRIZZO http://ineroviip.blogspot.com/2011/03/help-with-italian-grammar-correction.html?showComment=1328957371597#c7446951065615780324  
COPIANDO MOLTI MIEI POST E MOLTE MIE FOTO CHE LE FORZE DELL'ORDINE SONO STATE AVVISATE E CHE LA POLIZIA POSTALE NON TARDERA' A PRENDERE I PROVVEDIMENTI DEL CASO !!

sabato 4 febbraio 2012

Riflessione




Ci sono momenti, nella vita di un runner, nei quali tutto sembra perdere di importanza, nei quali la Cultura dello Sport scema.
Il disinteresse per la forma fisica assurge ad argomento del giorno e null’altro sembra avere importanza minore, specialmente quando lo stato delle cose non stimola diversamente e la Bora che soffia con violenza fa percepire una temperatura di – 18°.



Si aprono scenari fino ad allora invisi, fatti di sedentarietà e pigrizia, nei quali le sedute di CM sono sostituite da sedute sul divano ed alle ripetute brevi si preferiscono le ripetute lunghe….distesi dieci minuti da una parte e dieci minuti dall’altra.
Ebbene, in quei momenti lo sforzo fisico è un lontano ricordo, e tale si vuole rimanga.
Riscaldamento (centralizzato) a palla, anche di notte (e anche troppo), le asburgiche “vecchie Province” vestono in toto i panni della Colonia annessa al Regno d’Italia, acquisendone vizi e virtù, soprattutto i primi….
Barba lunga, lo svacco prende il sopravvento e l’ipnotico elettrodomestico rettangolare polarizza, è il caso di dirlo, gli “sforzi” quotidiani.

Pur essendo poco o nulla avvezzo allo sport “guardato” e non identificandomi nel tifo per alcuna compagine sportiva, riconosco in taluni sport gesti atletici degni di nota.
Seguo, infatti, le tappe alpine del Giro d’Italia di ciclismo, le Olimpiadi, specialmente per l’atletica leggera e per la ginnastica artistica, mentre aborro gli sport (sport ??) palla-dotati.
Fa eccezione il rugby, del quale apprezzo la fatica (vera) e lo spirito profondamente sportivo che unisce le squadre avversarie.
Tutto ciò premesso stilo, quindi, di seguito il programma della mia giornata odierna.
Ore 12:00 – discesa libera da Chamonix
Ore 17:00 – torneo 6 Nazioni di rugby

Il frigo è pieno di birra e schifezze varie: oggi via libera al lassismo, al grido di un forse poco aulico, ma oltremodo realistico quanto veritiero
MA CHI ME LO FA FARE ?!?!




























><><><><

Credo di fare "cosa buona e giusta" inserendo la seguente osservazione, trovata sul Blog di Orlando Pizzolato, persona decisamente esperta in materia.

Gli effetti del gelo

Approfitto delle critiche condizioni ambientali che si stendono su tutta la nostra Penisola per sottolineare gli effetti del gelo sulle prestazioni atletiche.
Quando la temperatura dell’aria è vicina a 0° il rendimento sportivo cala perché perde di efficienza l’apparato respiratorio, si riduce la fluidità dei muscoli ed è condizionata anche la termoregolazione.
Con il freddo, la reazione logica è coprirsi maggiormente, ma ciò serve solo per ridurre la dispersione del calore del corpo (favorire quindi la termoregolazione), e il rendimento fisico è sempre inferiore a quando la temperatura è più mite.
Gli aspetti fisiologici che ne risentono riguardano il massimo consumo di ossigeno, e si riscontra anche una maggiore difficoltà del cuore a raggiungere livelli massimali: la frequenza cardiaca massima resta più bassa di circa 5 battiti al minuto, e quando il termometro segna –10°, si possono perdere fino a 20 secondi al chilometro.
Coprirsi maggiormente non migliora più di tanto la situazione; anzi, un abbigliamento troppo pesante, composto da molti strati, contribuisce a ridurre ulteriormente il rendimento, perché i movimenti sono più impacciati. 
Solo se si deve correre a ritmo lento si avvertono i vantaggi di un abbigliamento più pesante, anche perché il calore metabolico prodotto dall’organismo sotto sforzo è inferiore a quello prodotto ad andature più sostenute.
Ad influire negativamente sul rendimento c’è anche l’azione del freddo sulle scarpe, e precisamente sul materiale che compone l’intersuola.
Sempre più frequentemente le aziende utilizzano l’aria come elemento da inserire nell’intersuola (iniettata quando il materiale elastico - di solito l’EVA - si sta raffreddando), allo scopo di aumentare il volume della scarpa per ampliare l’effetto ammortizzante.
L’aria non ha in sostanza peso, e quindi non influisce sulla composizione ponderale della calzatura; è quindi un elemento vantaggioso per aumentare l’effetto ammortizzante e ridurre il rischio d’infortunio dai forti e numerosi impatti con il terreno.
Purtroppo, però, il freddo agisce negativamente sull’aria, perché quando la temperatura si abbassa le molecole riducono la loro velocità ed in pratica s’induriscono.
Ciò che succede all’aria lo possiamo verificare con l’acqua; quando la temperatura si avvicina a 0°, l’acqua solidifica per effetto della perdita di velocità delle molecole che la compongono.
Le micro particelle di aria iniettate nell’intersuola delle scarpe tendono a cristallizzare e la scarpa diventa meno morbida.
Le calzature da corsa diventano quindi meno elastiche, tanto che noi le definiamo come scarpe “secche” proprio perché perdono l’effetto ammortizzante e, anche se modesto, quello di spinta.
Se tale situazione può sembrare poca cosa, è sufficiente prestare attenzione al rumore che fa il nostro piede quando appoggia per terra: è maggiore rispetto a quando la temperatura è più mite.
E ciò è tanto più evidente quanto più sottile è l’intersuola della scarpa, come per esempio nelle calzature che si usano in gara e negli allenamenti veloci.

lunedì 23 gennaio 2012

Lanaro Granfondo



Domenica 15 gennaio 2012

Dopo un dicembre che mi ha fatto sognare sul sentiero 3, la prima gara del 2012 non poteva essere che trail.

In una fredda mattinata di metà gennaio, snobbando il tepore del piumone, contravvenendo alle banali logiche di salute mentale, noncurante delle basse temperature esterne e dei ritmi rallentati dalla giornata festiva, il runner medio esce, cercando nello sforzo fisico l’appagamento e l’equilibrio psicologico che nessun’altra sostanza gli dà....beh, non esageriamo: vogliamo mettere un buon calice di Montepulciano d’Abruzzo ?? o una Mc Ewan’s rossa, magari con un piatto di patatine fritte con sopra la salsa rosa ?? oppure un bello stinco di maiale con patate al forno, con una birra artigianale da Mahnič, in Slovenia, appena oltre al Confine di Stato ??....OK OK, basta, sennò non esco più !!

Alle otto Davide è sotto casa, in macchina ad aspettarmi; destinazione l’abitato di Moccò, nei pressi della Val Rosandra, ad una decina di chilometri da Trieste, da dove partirà l’undicesima edizione (ottava per i podisti) di questo ormai classico appuntamento offroad per bikers e runners, destinato a quei temerari che vogliono dare il meglio di se stessi lungo una trentina di chilometri di sentieri ed ottocento metri di dislivello positivo.
Per me sarà la prima volta.

Organizzata dal gruppo “Vulkan” della Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del CAI, la manifestazione raccoglie ogni anno un numero crescente di pazzi furiosi, tanto che da qualche anno l’Organizzazione deve istituire il numero chiuso a 150 podisti e 250 ciclisti.
Il percorso si snoda per circa cinque chilometri lungo la ciclabile,


già linea ferroviaria Trieste-Erpelle, che attraversa la Val Rosandra, raggiunge i 400 metri di quota inerpicandosi per un ripido sentiero e si addentra fra boschi secolari fino a raggiungere, in un continuo saliscendi, la cima del Monte Lanaro, a quota 545 m s.l.m.
Ho già provato i due terzi finali l’anno scorso, in piacevolissima compagnia,


(filmato gentilmente concesso da Rupikaber)
 

(con il panettone sotto la maglia, per ogni evenienza....) nell’intento di partecipare alla gara; con un’ardua decisione scelsi poi diversamente.

Il sabato ritiro il pettorale, ed i presupposti non sembrano dei migliori: diciamo che ben che vada forse farò ridere, considerato il parallelismo con il noto personaggio Disney !!



La corsa parte, per i podisti, alle 9:15, in un quarto d’ora siamo a Moccò, ma dobbiamo pur prendere un’oretta di freddo, sennò che pazzi furiosi saremmo….
Sì, il freddo non manca, così come non manca una gelida brezzolina; quello che manca è invece il sole, che stenta a fare capolino, dietro il Monte Carso.
Temperatura direi circa 4-5 gradi sotto lo zero, a giudicare dalle dita delle mani ghiacciate e dai moccoli che provano a scendere dal naso.


Mentre Davide si veste, faccio qualche minuto di riscaldamento con Ale; e prima della partenza tutti insieme, per la foto di rito.


E’ la prima volta che provo i Booster su una distanza di un certo rispetto, dopo averli indossati per un paio di brevi uscite sui dieci chilometri: sono curioso di utilizzarli per capire se sono davvero utili.
Alla partenza mi piazzo in fondo al gruppo, tanto poi li riprendo tutti….ehm….




Poco dopo il quinto chilometro, alla base del sentiero che con una pendenza del 12 % porta alla Provinciale cento metri più sopra, decido di camminare: scelgo, infatti, di affrontare la gara con una linea morbida, visto che si tratta comunque di trenta chilometri, che proprio così poco non sono.
Mi passa il trio Chiara-Grazia-Danilo; sarà un continuo riprendersi e staccarsi fino alla fine, loro arriveranno quattro minuti prima di me.
Dopo il primo tratto, confinato dalla Val Rosandra, lo scenario si apre sull’Altipiano carsico e la visuale spazia tra le cime finalmente innevate delle Alpi Giulie ed il Golfo di Monfalcone.
Sono le nove, il sole ormai comincia a scaldare e quella che si prospetta è una magnifica giornata invernale, con aria limpida e frizzante che invoglia il movimento fisico.

Levo i guanti che avevo sapientemente (e stranamente, visto che non li uso mai !!) portato, partendo dalla considerazione che comunque nella tasca dell’antivento non pesano, e che magari avrebbero potuto servire.
Non fa assolutamente freddo, anzi, comincio a sudare e la zip del giacchino sale e scende come il percorso; meno male che sotto ho le maniche corte.
Il “circuito di Basovizza”, consueta meta di allenamento per molti, è oggi particolarmente frequentato da “podisti della domenica”; per fortuna ben presto la direzione della gara ci separa dalla folla in libera uscita.
La traccia procede zigzagando tra boschi e forme carsiche di superficie: campi solcati, karren e piccoli inghiottitoi si susseguono e rendono il paesaggio piacevole sotto ogni punto di vista.
Procedo bene e senza fatica, percorrendo il nono chilometro ad una media di 5’ 10”/Km.

Nei pressi dell’abitato di Gropada il tracciato riprende per circa quattro chilometri il sentiero 3, risalendo le pendici meridionali del Monte dei Pini.
Dopo circa venti chilometri dal via, in prossimità dell’attraversamento della strada provinciale che conduce al valico di Fernetti, è stato predisposto l’unico ristoro, ben fornito di acqua, the e pezzi di mela. 
Ci fermiamo per qualche minuto (sono stato ripreso dal Trio, dopo averli raggiunti e staccati, ndr) a chiacchierare con i volontari; io bevo due bicchieri di the e mangio qualche pezzo di mela. 

Riprendiamo a correre. 
Pochi chilometri e siamo sulla ripida strada provinciale n° 9 che conduce all’abitato di Zolla di Monrupino: si profilano due chilometri di salita, che mi sfiancheranno. 
Riesco a correre i primi due-trecento metri, ma ben presto preferisco camminare: è inutile stancarsi proprio adesso, ad otto chilometri dalla fine, quando le salite più dure devono ancora arrivare….ed “il Trio” intanto va….
L’Organizzazione ha fissato un cancello a Zolla, alle ore 12:00: il Garmin segna le 11:50 e sono più o meno a metà della salita, manca quindi ancora un chilometro.
Cammino costantemente a 9’/Km, in teoria dovrei farcela, ma è meglio affrettare il passo.
A cinquecento metri dalla fine della salita il campanile della chiesa comincia a battere mezzogiorno….CAXXO !!….
Spingo più possibile, e spero che le campane continuino ancora per un po’….e che il controllo non sia così fiscale….
Scollino con le campane che stanno ancora suonando, svolto a sinistra e vedo il fuoristrada dell’Organizzazione.
Mentre lo passo la portiera si apre; il ragazzo scende e con il cellulare in mano scruta giù, verso l’inizio della salita....io sono oltre….
Gli ultimi radi rintocchi delle campane, lo sento parlare al cellulare:
Ascolta, è mezzogiorno. Cosa devo fare qua ? Chiudo ?
Sarò l’ultimo a passare il cancello, dopo di me verranno bloccati quindici podisti.

In discesa recupero bene, sono al 25° chilometro ed ho di nuovo “il Trio” davanti a me, a cinquanta metri.


Ma il bello deve ancora venire, visto che l’ultimo tratto e costantemente in salita: cinque bastardissimi chilometri al 5 %, con cinquecento metri di rampa finale all’ 8 %.

Finora è andato tutto molto bene, ho gestito le forze al meglio e sono riuscito a riconquistare posizioni nei pochi tratti in vera discesa; però adesso sono alla resa dei conti, il tempo finale si decide qua.
Al 26° chilometro, mentre corro in un breve tratto pianeggiante, un chiodo incandescente mi entra profondamente nel polpaccio sinistro, almeno questa è l’impressione, e mi fa sobbalzare.
E’ un inizio di crampo, molto doloroso, ma che per fortuna riesco a gestire, e che sparisce dopo una trentina di secondi: forse i Booster hanno aiutato ??

Dieci metri di discesa ripidissima e subito un muro da salire: passo un arrancante trailer e tre bikers.
Il bosco si apre e un chilometro più in là riesco a scorgere l’arrivo, in cima al Monte Lanaro, tra i gazebos dell’Organizzazione; sento lo speaker….OK, ci sono quasi….10’-13’-14’/Km, è dura, durissima, non ce la faccio ad andare più veloce.
Di correre qua non se ne parla, sento le pulsazioni nelle tempie e non vedo l’ora di arrivare.
Ma ormai ci sono, e anche se le gambe sono completamente rigide accenno un ultimo scatto di corsa in prossimità del traguardo.
Arrivo in cima poco dopo l’una,  3h 49’ 49” dopo il via, a 7’ 46”/Km di media.
CHE FATICA !!
ma sono contento, perché il tempo impiegato è dignitoso e decoroso, e in questa splendida giornata invernale ho provato tante bellissime sensazioni.

Una nota di merito va all’ottima Organizzazione, che ha presidiato gli incroci del percorso e che ha fatto trovare i propri ricambi all’arrivo, predisponendo tende riscaldate per svestirsi e cambiarsi, oltre a panini, dolci, bevande calde e fredde.


Ed il buon risultato non può essere festeggiato che con il succo di luppolo, il re degli integratori, ricco di Maltodestrine….



L’anno podistico sembra iniziare bene, testicula tacta….





domenica 1 gennaio 2012

Chi corre a Capodanno corre tutto l’anno


….o forse non era così ?? mi sto forse confondendo ?? mi ricordo che bisognava mettere il coso nella cosa, avanti e indietro per sistemarlo bene….ed io l’ho fatto per due volte….e poi ho stretto la cosa, sempre per due volte….
E certo, mica posso correre con le scarpe slacciate !! però c’è qualcosa che mi sfugge, bah….

Dopo la sveglia….senza sveglia e la colazione a suon di pandoro e panettone inizia la “dura” giornata del primo giorno del 2012, rimaneggiando il tavolo della cena e gettando i miseri resti di un’orata sacrificata sull’altare del Nuovo Anno.
Programmi per la giornata: nessuno, però una corsetta me la farei volentieri, per sbloccare le patate al forno nell’intestino tenue e dirigerle verso….il basso.
Quindi il pranzo può aspettare, vista la tarda ora della colazione, e si esce approfittando del bel sole; non prima, però, di aver visto, in rigorosa diretta televisiva dalla rete austriaca, il Concerto del Nuovo Anno da Vienna, come vuole la tradizione.
E dopo walzer, polke, "An der schönen blauen Donau", e “Radetzki Marsch” si può uscire.
Buon Anno, anzi, PROSIT NEUJAHR !!

dai 440 metri di quota del Monte Stena.

mercoledì 28 dicembre 2011

Hai voluto le scarpe ??


….parafrasando la meglio nota “hai voluto la bicicletta ??” ed adattandola a quegli strani bipedi che si divertono a faticare, meglio se in salita, senza l’utilizzo del mezzo a due ruote.

Quali scarpe ?? Queste,


che Babbo Natale mi ha lasciato sotto l’albero, insieme ad un magnifico paio di Booster.
Asics Trabuco nell’edizione 14: “un nome una garanzia”, come confermato dalle migliaia di trail runners che le utilizzano.
Appena provate le ho sentito bene addosso; poi mi sono sembrate troppo grandi, non mi convincevano più, nonostante avessi indossato un paio di calze più spesse…. incontro sempre problemi a trovare il numero giusto, complice la differenza di lunghezza di sei millimetri tra il piede destro e quello sinistro.
E già, perché se le prendo più grandi di mezzo numero, per farci stare bene il piede più grande, l’altro piede balla, visto che se la scarpa è più lunga è anche leggermente più larga….
Alla fine mi sono convinto e le ho tenute, considerando anche il fatto che il mezzo numero più piccolo mi stava troppo giusto e correndo in discesa probabilmente avrei toccato la punta delle dita sulla tomaia.
Speriamo bene.

Esco invogliato dalla magnifica giornata di sole e mi dirigo sull’Altipiano carsico, così con la scusa della corsetta per provare le scarpe faccio anche qualche foto: la luce che c’è in questa stagione è unica e bisogna sfruttare l’occasione.
A quindici minuti da casa ho il Monte Concusso ed i suoi 674 metri di quota.
Il sentiero per la cima percorre i 270 metri di dislivello in un fitto bosco di latifoglie, che durante l’estate assicura dei piacevoli tratti all’ombra, mentre in questa stagione consente di godere di scorci incantevoli.









Verso i 500 metri di quota qualche traccia di neve,




ed appena sotto la vetta qualche biker



che scende il ripido versante.





Dopo venticinque minuti e due chilometri e mezzo sono in cima, e sembra primavera.
Il Taiano, laggiù, è “verde”,


nonostante i suoi 1.000 metri di quota, e nemmeno il Nanos,

a 1.200 metri, è diverso.


(Ha scattato o no ?? non so mai….)

Discesa verso Grozzana, mentre si sta preparando un bel tramonto.



E dall’altra parte lo sguardo può spaziare dal Golfo di Monfalcone alle Alpi Giulie, “rigorosamente” sgombre dalla neve !!





Sono di nuovo a quota 400 metri, da dove sono partito, ed in breve arrivo alla macchina.



E lungo la strada del ritorno non posso fare a meno di fermarmi, per godere di questa splendida vista….(ingranditevela !!)




Undici chilometri in un’ora e mezza, bel giro !!








Le scarpe ?? bah boh mah….forse fanno un po’ troppo "scarpone", mi ci devo abituare; di certo offrono un’ ottima protezione, al contrario di queste, con le quali sento anche il minimo sassolino sotto le suole.

domenica 18 dicembre 2011

Bilancio di fine anno

Due Maratone, una 30 chilometri ed una Skyrace saltate; una Mezza al posto di una Maratona ed una Maratona “corsa” come LL.
Nessun miglioramento cronometrico, il muro delle quattro ore in Maratona ancora saldamente in piedi e quello dell’ora e cinquanta sulla Mezza ancora bello dritto, che più dritto di così non si può.
Si chiude così il mio 2011 podistico, con toni molto meno trionfalistici rispetto a quelli del 2010.

L’anno è iniziato male, con l’evoluzione in spina calcaneare di un breve episodio di fascite plantare occorsomi alla fine dell’estate 2010 e con una brutta caduta, eventi che mi hanno bloccato completamente per due mesi.
E’ poi proseguito con temperature sahariane per tutta l’estate, costringendomi ad inventare qualcosa per ovviare agli allenamenti persi in preparazione alla Maratona di Venezia, conclusa poi con la seconda miglior prestazione sulla distanza.
Ed un’ultima Mezza, in novembre, chiusa con il quarto tempo di sempre.
Il mese di dicembre ha un po’ risollevato le sorti di questo anno, che spero “di transizione”, con il, tutto sommato, onorevole inizio di un' attività che nel 2012 avrà senz’altro un seguito: prevedo infatti che sotto le mie scarpe passerà una quantità maggiore di terra ed erba rispetto a quella di asfalto.

Il 2011 ha visto, quindi, prestazioni alquanto dubbie: partecipazioni solo per rispettare l’ impegno preso, non certo per migliorare alcunché….per non parlare poi del 30 % in meno dei chilometri percorsi rispetto allo scorso anno….
Cosa dovrei dire ? Di sicuro non posso essere soddisfatto, ma diciamo che almeno, grossomodo, ho tenuto le posizioni dell’anno precedente.
E, guardandola dal punto di vista positivo, ho superato la dolorosa esperienza della spina calcaneare, che mi ha molto provato psicologicamente.

Sette gare effettuate su undici previste, pari al 63,6 % di “lavoro” eseguito.
63,6/100 = 6,3/10
è forse questo il punteggio che merito, sufficiente, anche se, a ben guardare le medie di tutti i chilometri percorsi nell'anno, siano essi gare o allenamenti,

forse qualcosa nei dodici mesi è migliorato....